Pipeline 8 “Prayer” – recensito su The New Noise

PIPELINE 8, Prayer

Tra i miracoli che giornalmente si producono nel panorama delle arti indipendenti nella nostra piccola Italia si fa largo l’esperienza straordinaria: “We Insist! Records” di Maria Borghi. Una comunità di artisti poliedrici, impegnati in un progetto editoriale e discografico multiforme che intreccia proposte musicali di altissima qualità con discipline come fotografia, grafica, video. Un incedere organico e multiforme segna le diverse esperienze prodotte sinora, sempre con un’altissima figurazione estetica e uno spiccato gusto formale.

Tra le uscite We Insist! del 2018 non si può non parlare di Prayer, toccante e appassionata ricerca condotta da Giancarlo Nino Locatelli – assieme al suo ottetto Pipeline 8 – attorno alla vicenda artistica e umana del grande sassofonista e compositore statunitense Steve Lacy (si parla di un approfondimento lungo anni della sua produzione originale, ma con uno sguardo attento alle sue tante collaborazioni con nomi monumentali del jazz come Thelonius Monk o Charles Mingus, fino ad arrivare alle sue esperienze italiane degli anni settanta quando ebbe una collaborazione attiva con gli Area di Demetrio Stratos).

Il disco, registrato dal vivo nell’ambito di Pisa Jazz nel novembre 2016, è uno smembramento lisergico, talvolta ludico delle originarie peregrinazioni di Lacy. Notevole la capacità della band di sovrapporre innumerevoli toni di grigio. Raffinatissime atmosfere dal sapore notturno, metropolitano, restituite dalla sensibilità armonica e ritmica di contrabbasso e batteria, esplodono spesso in cromatismi melodici accesi, squillanti che riconducono alle atmosfere originali. In queste progressioni è facile intravedere la Monk Big Band, ma grazie ad un evidente sgretolamento armonico l’atmosfera generale diviene incredibilmente contemporanea e densa.

Bellissima la rielaborazione di “Prayer”, brano che da il titolo al disco. Un’intima ed inquieta preghiera. Una nenia di fiati scivola come olio sulla instabile superficie percussiva sino a portare l’ascoltatore al centro visionario della composizione, fatto di suoni talvolta sibillini e metallici, talvolta  magmatici e tronfi, umidi. Appare davvero forte la capacità introspettiva di Locatelli e compagni capaci di guidare i suoni attraverso i meandri di un animo inquieto come quello di Lacy.

Sei brani sull’edizione in vinile, mentre il cd offre in chiusura una mirabolante versione di “(around blinks) trickles”. I Pipeline 8 sono: Giancarlo Nino Locatelli al clarinetto basso e alle percussioni, Gabriele Mitelli al flicorno contralto e alle percussioni, Sebastiano Tramontana al trombone, Alberto Braida al piano, Gianmaria Aprile alla chitarra, Luca Tilli al violoncello, Andrea Grossi al contrabbasso e Cristiano Calcagnile a batteria e percussioni.

Condivisione

Centenario della nascita di Lennie Tristano
Sulle tracce di Steve Lacy - ALIAS/Il Manifesto