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trio pipeline “Kakuan Suite” recensito su Jazz Convention

weinsistrecords

Gianni Montano per Jazz Convention – April 2021

Torna il “Trio Pipeline”, questa volta in formazione diversa rispetto alla precedente incisione. Sono, infatti, con Giancarlo Nino Locatelli, il bassista Andrea Grossi ed il batterista Cristiano Calcagnile, al posto del chitarrista Gianmaria Aprile e del polistrumentista Simone Fratti presenti nel primo capitolo dell’etichetta We insist!. La “Kakuan Suite” si ispira alla filosofia zen, con i tori come elemento ricorrente, a significare la strada da compiere per arrivare all’illuminazione ultima, alla ricerca prima e alla scoperta, successivamente, della verità interiore. I dieci tori di Kakuan (maestro zen cinese), disegnati da Maria Borghi in una splendida litografia, inoltre, sono allegati alle 150 copie numerate del disco stampato in vinile. I titoli dei brani prendono, poi, nome dalla parola “tori” opportunamente anagrammata in diverse combinazioni. Così troviamo OrtiOtriIrto e cosi via. La traccia iniziale è, però, denominata Le corna e la finale è chiamata La coda. I pezzi del cd sono composti principalmente dal clarinettista, tranne, per l’appunto i due segmenti appena citati che portano la firma collettiva dei tre membri del gruppo. Locatelli prosegue, quindi, nel suo personale percorso artistico, influenzato da Steve Lacy, guida spirituale, oltre che punto di riferimento musicale. Come si sa, infatti, il grande sopranista era legato a filo doppio al sistema di pensiero zen.
La musica del cd nasce «da frammenti melodici suggeriti dal movimento delle mani in rapporto con lo strumento, delle dita sulle chiavi dei clarinetti» come si legge nelle note di copertina. Da queste schegge tematiche si parte per lunghe esplorazioni e divagazioni, dove i tre musicisti complicano notevolmente il discorso, iniettando nella suite tutta una serie di elementi in concordanza o in voluta discordanza. I ritmi ondeggiano da sequenze astratte, dove il tempo si intuisce soltanto, a parentesi funkeggianti, da oasi simil-swing a intermezzi dove si distingue chiaramente l’ombra lunga del blues. La tradizione è rispettata, perciò, anche quando viene, apparentemente, elusa.
Il clarinetto soprano, in alcuni episodi sostituito dall’omonimo contralto, conduce il gioco, caracollando con un periodare rettilineo o obliquo, concedendosi, all’occorrenza, licenze timbriche, suoni fuori registro, rumorismi scabri del tutto congruenti con lo specifico della proposta del trio. Grossi e Calcagnile sono accordati con la sensibilità ed il metodo di lavoro di Locatelli, dando di piglio ai loro strumenti quando c’è da mostrare l’anima più propriamente jazzistica di questa musica o operando di fianco, o in modo divergente, allorchè sia opportuno rivelare il lato contemporaneo-avanguardistico di Pipeline.
La “Kakuan Suite” è un’altra registrazione pubblicata dalla We Insist!, una label che vanta un catalogo sempre più ricco di opere di sicuro interesse.
Giancarlo Locatelli e il suo trio, in conclusione, si esprimono in un linguaggio modellato su frequenze attuali, dove non esistono confini stilistici, e confezionano, così, un album di rara consequenzialità, dove le idee musicali ed extra-musicali sono illustrate al meglio, grazie ad un approccio inequivocabilmente concettuale alle composizioni.


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